Acar 2


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Lo scenario dove digitale e reale si incontrano oggi è decisamente fluido: non solo è difficile stabilire dove siano i confini dell'uno e dell'altro, ma forse non ha neppure molto senso. E' molto più utile esplorare le nuove attività che derivano da questo scambio: forme ibride, dove il digitale non è più sinonimo di virtuale ma ha invece ritrovato la strada verso il mondo degli oggetti tangibili. Su ciò si concentra lo studio di Hyperwerk un'Istituto svizzero nato nel 1999 che offre corsi su process design e interaction management. "Dato che viviamo in un'economia basata non più sull'industria ma sui servizi, abbiamo deciso di chiamare "postindustriale" il design di cui ci occupiamo, e investigare fenomeni come l'innovazione, l'imprenditoria, la tecnologia, la globalizzazione, la sostenibilità, il lavoro in team e le nuove forme di artigianato" (dal sito: www.acar2.org) . Proprio dall'interesse per queste ultime è nato Acar2, che sta per il francese"Académie pour l'avenir de l'artisanat".

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Il progetto spinge persone creative e motivate a dedicarsi a un'indagine su una nuova categoria di prodotti, esplorando i processi che si verificano durante la loro intera esistenza, dal concept all'uso fino al riciclo, e sono basati su materiali e metodi di produzione "intelligenti". Con una ricerca del genere non stupisce che Ars Electronica, dal 1979 una piattaforma di livello internazionale che si dedica all'esplorazione dell'arte digitale e della cultura dei media, abbia invitato Hyperwerk a organizzare una riunione di istituzioni attorno a un argomento comune. Da qui la nascita di campus2.0, una piattaforma di studio innovativa poiché basata su una dimensione collaborativa e non più competitiva. "Siamo fortemente convinti che il nostro modello possa servire come esempio per il futuro delle accademie in tempi postindustriali e globalizzati" (dal sito www.acar2.org). Il progetto si è svolto nei giorni del Festival Ars Electronica (dal 5 all'11 settembre 2007 a Linz), il cui titolo quest'anno era "Goodbye privacy", per interrogarsi sui confini attuali fra pubblico e privato. Per conoscere la manifestazione e vedere gli incredibili progetti di quest'anno (e non solo): www.aec.at

acar2-interna-3.jpgMoleskine, orgoglioso nel suo ruolo di sponda analogica in una sfera digitale, ospita nelle sue pagine il catalogo di acar2, "From artefact to actefact". L'arte tangibile, l'arte da usare, l'arte ibrida..e la ricerca, fluidamente, va avanti.

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