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Guillame Apollinaire
L’année républicaine,
“Zone”.


Georges Bataille
Carnet des année 1942 a 1947.


Paul Bowles
Notes taken in Thailand, 1966.

James P. Chapin
Book 4


James P. Chapin
Book 5


Jean Paul Sartre
La Nausée Manuscript autographe


Pablo Picasso
Cahier N° 40


Pablo Picasso
Carnet N° 53


Sfar / Chabrol Œil pour Œil

Emily Sowden,
Diary

Gertrude Stein
Notebooks



Guillame Apollinaire (1880–1918)
L'année républicaine,"Zone".
Manoscritto autografo.

Tra il 1909 e il 1910, Apollinaire concepisce il progetto
di L’Année républicaine, raccolta di dodici poesie e
proprio in questo quaderno scrive una prima versione
di “Vendémiaire” e un abbozzo di “Brumaire”
(intitolato poi “Cortège” nella raccolta Alcools).
Nel 1912, il futuro autore dei Calligrammi usa questo
stesso quaderno per scrivere il brogliaccio di “Zone”.

Immagine: Bibliothèque Nationale de France.


Georges Bataille (1897–1962)
Taccuini degli anni 1942–1947.

Poeta, romanziere, filosofo, sociologo, Georges Bataille
pone al centro della sua indagine i temi dell’erotismo e
della violenza, intesi come strumento di un’esperienza
mistica «senza dio». Gli anni di questi taccuini coincidono
con il periodo di maggiore impegno intorno all’opera di
Nietzsche e con la fondazione della rivista Critique,
di cui diventerà poi il direttore.

Immagine: Bibliothèque Nationale de France.

Paul Bowles (1910–1999)
Appunti tailandesi, 1966.

Viaggiatore instancabile, compositore e scrittore, Paul
Bowles incarna in modo esemplare alcuni dei più trafficati
miti novecenteschi: la ricerca dell’altrove, la trasversalità
degli interessi e dei linguaggi, l’inquietudine e la
trasgressione esistenziale. Da uno dei suoi romanzi
africani, The Sheltering Sky, Bernardo
Bertolucci ha tratto il film Il tè nel deserto.

Immagine: University Of Delaware Library.
Special Collections Department.

 
James P. Chapin (1889–1964)
Taccuino 4, 8–18 aprile 1910


Naturalista ornitologo e illustratore scientifico,
Chapin partecipò a numerose spedizioni in Africa, particolarmente in Congo, per conto dell’American
Museum of Natural History.

Data: 14 aprile1910
Località: Bafwaboka.

“… e ne vedemmo un altro posarsi su un albero non lontano. Probabilmente avevano il nido…”

Immagine: American Museum of Natural History
 
James P. Chapin (1889–1964)
Taccuino 5, 21 luglio–28 novembre 1912


Data: 21 luglio 1912
Località: Garamba.

“…lance con pesanti manici a bastone, a lama lunga e
stretta (40-50 centimetri), e comuni lance lunghe e sottili
con la testa più corta. Penetrarono nel sorgo senza esitare,
andando avanti e indietro in ordine sparso fino a
raggiungere i leopardi, che si rivelarono essere due.
Uno, leggermente ferito da una lancia, balzò ruggendo
rabbiosamente e poi corse via verso un altro…”

Immagine: American Museum of Natural History

 
Jean Paul Sartre (1905–1980)
La nausea
Manoscritto autografo, 1932–1938


Scritto in diverse epoche, come testimoniano
gli inchiostri e le scritture differenti, più volte corretto
e cancellato, è il solo manoscritto conosciuto di questo
romanzo (ispirato alla famosa incisione di Dürer,
Melancholia) e ci permette di immaginarne la genesi
e di seguirne la travagliata stesura.

“… che esplode in polvere quando la si tocca. Tocca sempre altre
carte, le mani vanno e vengono. Questo non ha l’aria né di un
gioco, né di un rito, né di un’abitudine, questo non ha l’aria di
niente, se non di un modo qualsiasi di riempire il tempo. Ma il
tempo è troppo largo, il tempo non si lascia riempire…appena ci
immergiamo…una cosa che si ritira, in un modo ridicolo che
impallidisce.. il gesto di questo tipo per raccogliere le carte, per
esempio è molto fiacco…..bisognerebbe scucirlo e tagliare …”

Immagine: Bibliothèque Nationale de France.
 
Pablo Picasso (1881–1973)
Cahier N° 40
1906–1907 circa


71 pagine con disegni a matita e inchiostro.
Anche la copertina di un semplice quaderno diventa
uno spazio espressivo e dichiarativo: identificarsi
con il proprio cahier, percepirsi come pagina bianca,
fondersi con i propri scarabocchi e abbozzi –
"Io sono il quaderno", una poetica rivoluzionaria
in sole quattro parole.
Copertina stampata e manoscritta:
Io sono il quaderno appartenente al signor Picasso,
13 Rue Ravignant Paris XVIIIe

Immagine e didascalia:
Je Suis Le Cahier, The Sketchbooks of Picasso,
The Atlantic Monthly Press, New York, 1986.

 
Pablo Picasso (1881–1973)
Taccuino N° 53, giugno-settembre 1912,
9 x 13,5 cm


Disegni a matita e/o inchiostro. Schizzi di composizioni
cubiste, chitarre, violini, baffute teste maschili…
Taccuino rivestito in tela, dotato di elastico e tasca
a soffietto interna, 84 pagine di carta a quadretti cucite
con filo di lino, mancano 18 fogli che sono stati strappati.
In queste due pagine, le linee di una composizione
astratta da una parte ed impronta del collage di un fiore
con la scritta Sorgues dall’altra.

Immagine e didascalia:
Je Suis Le Cahier, The Sketchbooks of Picasso,
The Atlantic Monthly Press, New York, 1986.


 
Sfar / Chabrol Œil pour Œil
Taccuino di schizzi, 2004


Il disegnatore Joann Sfar, autore di fumetti molto
amato in Francia, è stato inviato dalla rivista “l’Express”
a Nantes sul set del film di Claude Chabrol,
La damigella d’onore. Sfar ha affidato al suo taccuino
la cronaca illustrata della giornata.




“È molto riposante ritrovarsi in una troupe dove tutti hanno l’aria
di conoscersi da tanto tempo, si sente che si trovano bene,
come gli zingari di un lunapark che tutti insieme, per anni, si
sono portati dietro la loro ruota panoramica”

“Il DJ. Pierre, ingegnere del suono schiaccia sui tasti per un po’
e borbotta: “c’è un cretino che non ha spento il telefono
cellulare”. Mi dico che non può essere il mio cellulare perché ho
escluso la suoneria. “Ripeto che c’è un cretino che ha lasciato il
cellulare acceso, sta vibrando”. Hmm…discretamente mi isolo
per spegnere il telefonino”.
 
Emily Sowden,
Taccuino di viaggio, 1936 circa


I taccuini dell’americana Emily Sowden sono itinerari
di viaggio commentati da scritti, cartoline, fotografie,
mappe, esemplari botanici…. Questo del 1936 è il taccuino
del suo viaggio in Bretagna e Normandia, a bordo
dell’elegante piroscafo francese Normandie.

“Magnifica nave - una macchina a vapore gloriosa e splendida!”

Immagine: University of Delaware Library
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Gertrude Stein (1874–1946)
Taccuino, 1925


Gertrude Stein, la scrittrice nata in America ma presto
stabilitasi in Europa, è una delle figure intellettuali che
hanno fatto di Parigi la capitale della cultura nel periodo tra
le due guerre. Il suo celebre salotto fu luogo d’invenzione,
di scambio, di sperimentazione di linguaggi diversi. In casa
Stein, i rappresentanti della “generazione perduta”
(Hemingway, Fitzgerald, Copland) incontravano gli
esponenti dell’avanguardia europea (Matisse, Picasso,
Braque, Léger), dando vita a uno dei momenti
di maggiore creatività del novecento.

Immagine: Beinecke Library, Yale University



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